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Il documento desecretato del PENTAGONO

«La minaccia biologica costituisce un giusto compromesso costo/efficacia perché, pur essendo più dispendiosa della chimica, rispetto a essa presenta molti vantaggi: chi usa un’arma biologica ne detiene l’antidoto; è difficilmente rilevabile; l’attacco biologico costituisce una minaccia reale; obbliga i target colpiti a un enorme dispendio di energie e mezzi, sia per l’identificazione dell’agente patogeno, sia per la messa in opera di procedure di difesa e per la ricerca di una terapia; colpisce il morale della popolazione, la quale, poiché l’attacco è condotto in maniera occulta, tende a colpevolizzare chi sta tentando di gestire la crisi e, conseguentemente, crea disorientamento in seno al “fronte interno” suscettibile di innescarne il collasso; è praticamente impossibile identificare con certezza se si sia trattato di un attacco o di un evento naturale o di un errore umano».



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