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Quanta informazione c'è sull' INFORMAZIONE?

Lo sapevate, non lo sapete o solo avete fatto finta di conoscere il mondo dell'informazione che entra quotidianamente nelle nostre case attraverso #video, #tv, #radio, #giornali, #articoli #online di emittenti a pagamento?

Supportare, pagare per una BUONA informazione è giusto, perché fare #informazione dettagliata è un lavoro faticoso e lungo, che sia ovviamente di #qualità ed #approfondimento verso certi temi sensibili e d'interesse pubblico. Regalare i nostri #soldi a chi li utilizza per diffondere CATTIVA informazione è proprio uno spreco, anche di tempo, a nostro avviso.


Possiamo sempre rimediare e migliorare i servizi che paghiamo o comunque iniziare a "selezionare" in modo cosciente, #autocritico, con #consapevolezza s'intende.

Eh sì, perché la tv la paghiamo (il canone, il noleggio del decoder e non solo quelli) e anche molti altri servizi ma il risultato è pessimo!

Senza scoraggiarsi, se può calmare gli animi, sappiate che non accade solo in #italia o solamente in #europa .


La maggior parte di ciò che ascoltiamo, leggiamo e guardiamo proviene da oltreoceano: sono, cioè, #società ed #imprese con un fatturato così alto da coprire il debito pubblico dello stesso Paese in cui risiedono ed anche quello delle restanti Nazioni mondiali o quasi... .

Spaventoso! Eppure è proprio vero.

La domanda da porsi è la seguente: Conoscendo il nostro #reddito personale annuo possiamo permetterci la cifra che viene detratta dal nostro conto bancario, mensilmente, per ricevere a casa oltre che una selezione di film, serie ed eventi sportivi anche e soprattutto le notizie create ad hoc per il pubblico studiato secondo i criteri d'#indagine del #marketing pubblicitario e #politico?

La maggior parte delle idee che ci siamo fatti su determinati eventi "importanti" o di alto impatto sulla società provengono da #informazioni assunte dai #canali di #comunicazione: o perché le abbiamo acquisite direttamente da essi o perché qualcuno ce le ha raccontate seguendo la #narrativa preponderante.


L'epoca della comunicazione è terminata: adesso è marketing di vendita, caccia ai click e #propaganda.

Etimologicamente la #parola propaganda deriva da propagar, preso dal futuro participio passivo del verbo latino propagare che significa "perpetuare, aumentare, estendere". Sebbene a volte la parola propaganda sia usata come sinonimo di esagerazione, falsità e abuso, propaganda in quanto tale significa espansione, diffusione, rapida moltiplicazione. La parola ha origine nell'istituzione della Chiesa cattolica dedicata alla missione, la Sacra Congregazione per la Propagazione della Fede (Sacra Congregatio de Propaganda Fide), fondata nel 1622 da Papa Gregorio XV. L'istituzione è stata ribattezzata nel 1982 e oggi si chiama Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli (Congregatio pro Gentium Evangelisatione).

Qualcuno leggendo tale data si ricorderà che il mondo e l'Italia in primis, a quel tempo, erano immersi nella prima storica #bugia dell' #epoca dei #papi (il #regno dei papi) che più avanti, nel 1870, si scoprì esser stata un'operazione al giorno d'oggi ben conosciuta ed ampiamente utilizzata nelle #strategie di marketing, tanto in campo pubblicitario che politico: hanno fatto credere al mondo ciò che gli pareva per fini personali, a vantaggio unicamente personale.


Tutto questo lo abbiamo dimenticato, ma è storia.

Valla cercò di svelarne le trame. Risultato: il suo scritto, intitolato De Falso Credita et Ementita Constantini Donatione Declamatio, fu censurato dalla Chiesa perché ritenuto pericoloso per la fede e proibita la lettura da parte dei cittadini.

Costantino e la legge universale celeste aprirono la strada a ciò che oggi identifichiamo con il termine #disinformazione o più comunemente #fakenews




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